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India: diventa obbligatoria la dichiarazione di inizio attività per le nuove società

In base alla recentissima normativa di New Delhi, le nuove imprese che si costituiscono in India dovranno presentare una dichiarazione di inizio attività prima di potervi operare

L’India è un paese dalle grandi opportunità che si è posto l’ambizioso obiettivo di accrescere la propria importanza tra i principali player globali del XXI secolo. Tuttavia, nonostante la forte crescita economica e i rapidi e profondi mutamenti che stanno attraversando il Paese, si tratta di un mercato di non facile comprensione: per questo motivo, prima di potervi accedere è necessario conoscere da vicino le dinamiche di business locali.

Una importante e recente novità riguarda la reintroduzione dell’obbligo di dichiarazione di inizio attività per le imprese: se un primo momento, nel 2015, la cosiddetta Declaration of Commencement era stata abrogata, attraverso il Companies Amendment Ordinance tale dichiarazione viene nuovamente reintrodotta da parte del Ministry of Corporate Affairs locale. A spingere il Governo Indiano a tornare sui suoi passi è stato il trend di mancati versamenti dei contributi di costituzione sui conti correnti delle società da parte dei soci, che si è registrato dall’abolizione dell’obbligo nel 2015.

Il Companies Amendment Ordinance richiede, alle aziende che si siano costituite dopo il 2 Novembre 2018, di presentare una dichiarazione di inizio delle attività attraverso il modulo digitale INC 20A presso il Registrar of Companies locale entro 180 giorni dalla data di costituzione, e vieta qualsiasi attività prima che si sia adempiuto a questo obbligo.

Per compilare il modulo digitale è necessario presentare:

  • la prova di avvenuto versamento sul conto corrente dell’azienda delle quote di costituzione da parte dei soci;
  • la prova di ottenimento dell’approvazione da parte degli enti regolatori di settore.

La mancata consegna di questo modulo, entro il limite fissato dei 180 giorni dalla data di costituzione, comporta le seguenti sanzioni:

  • multa alla società di 50.000 INR (circa 620 €);
  • multa ad ogni singolo socio di 1.000 INR al giorno (circa 13 €) per ogni giorno di ritardo nell’adempiere al versamento, fino a un massimo di 100.000 INR (circa 1240 €);
  • rimozione dal Registrar of Companies, nel caso in cui, passati i 180 giorni, si abbia il “ragionevole dubbio” che la società non stia svolgendo alcuna attività.

Per le imprese che vogliono approcciare il mercato indiano è opportuno affidarsi ad esperti che lo conoscono a fondo: Octagona, grazie alla propria esperienza di 17 anni nel mercato, alle sedi dirette di New Delhi, Pune e Bangalore ed al proprio team di esperti italiani ed indiani, è in grado di supportare la tua azienda per la realizzazione di progetti di successo nel Subcontinente.

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