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Turchia: l’export made in Italy tiene il passo, gli investimenti italiani si contraggono

Secondo i dati resi noti dall’Istituto di Statistica turco (TUIK) e rielaborati da ICE Istanbul, nei primi nove mesi del 2010 l’interscambio della Turchia con il resto del mondo è ammontato a 240,5 miliardi di USD, in crescita del 22,4% rispetto allo stesso periodo del 2009. Il saldo della bilancia commerciale è in rosso per 55,1 miliardi di dollari (+ 83% rispetto al 2009).

L’Italia si conferma al quarto posto nella graduatoria dei Paesi partner con un interscambio pari a 13,6 miliardi di USD  (+25,4 % rispetto al 2009), di cui 8,3 sono rappresentati dalle esportazioni (+35,6 %, l’Italia è il quinto Paese fornitore) e 5,3 dalle importazioni (+12,5 %). Il saldo è attivo per l’Italia e ammonta a 2,9 miliardi di USD.

La quota di mercato dell’Italia sul totale importato dalla Turchia è pari al 5,6%, in lieve aumento rispetto agli ultimi anni e sostenuta soprattutto dalle forniture di impianti, macchinari e tecnologia. E’ evidente che la piattaforma della Turchia si sta industrializzando sempre di più e punta a livelli di competitività sempre più elevati. Di qui la necessità di accompagnare le nostre esportazioni ad un maggior numero di operazioni di collaborazione industriale.

I dati sul versante degli investimenti diretti esteri sono invece in controtendenza. Secondo quanto elaborato da ICE Istanbul, sempre nei primi nove mesi del 2010, tali investimenti hanno raggiunto la cifra di 5,2 miliardi di dollari, con una variazione in decremento pari al 20,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Solo gli investimenti immobiliari segnano variazioni in positivo, passando da 1.233 milioni di USD del 2009 a 1.849 milioni di USD del 2010 (+50%). Nel 2010 l’Italia ha investito 38 milioni di dollari, dato in netta diminuzione rispetto al 2009 (-85%). I Paesi europei che invece risultano aver maggiormente investito in Turchia sono Olanda, Germania e Francia.

Delle 25.927 imprese estere che operano in Turchia, quelle italiane sono 802, ovvero  il 3.1%.

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