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2010: Anno dell’India? Da cenerentola a superpotenza

Celebrata da film da Oscar (The Millionaire), una volta cenerentola dell’Asia, oggi in prepotente ascesa, l’India guarda all’anno appena cominciato come a quello della svolta. È infatti candidata a diventare la protagonista del XXI secolo, addirittura con più chance della rivale-amica Cina, degli Stati Uniti, e dell’Europa sempre più in cerca di una identità politica ed economica.
Negli ultimi dodici mesi lo Stato guidato da Manmohan Singh è riuscito per primo ad uscire dalla crisi finanziaria e a dispiegare le sue grandi potenzialità, in special modo nel campo dell’energia.
Ma partiamo da quando il paese più popoloso del pianeta ha cambiato marcia. Nel decennio appena trascorso l’India ha vissuto un vero e proprio miracolo economico, che l’ha portata ad essere il secondo paese in termini di crescita del Pil a livello mondiale. Un recente studio (India 2039: an affluent society in one generatrion, rapporto dell’Asia development Bank per l’Emerging Markets Forum) prospetta per l’India un futuro da seconda economia mondiale, prevedendo il passaggio dal 2% del Pil mondiale del 2007 ad un possibile e probabile stratosferico 18%, esattamente tra vent’anni. Per trasformare in fatti concreti queste previsioni, il governo attuale e quello futuro (quale esso sia) dovranno concretizzare le enormi potenzialità di sviluppo che derivano dal capitale umano e da quelle del mercato interno, inserendole all’interno di una riforma del suo sistema politico-amministrativo.
Tra le sfide da affrontare, e vincere, spicca quella energetica.
Occorre preliminarmente considerare che, nonostante le aspettative positive, più della metà (55%) della popolazione indiana non ha oggi accesso all’elettricità. Un dato significativo, causato sia dal forte aumento demografico e sia – soprattutto – dalla grande incidenza delle aree rurali sul territorio. Su tale aspetto l’India sta lavorando molto ed ha predisposto un ambizioso piano energetico nazionale.
L’obiettivo, oltre alla fruibilità di energia da parte della gente, è quello di raggiungere una progressiva diversificazione delle fonti di approvvigionamento. Ad oggi è massiccia la presenza di centrali a carbone (combustibile di cui l’India è ricchissima), petrolio e nucleare, ma il futuro è disegnato in modo “verde”.
Il nuovo Piano punta ad arrivare a produrre 20.000 megawatt di energia solare tra dieci anni, espandendola a 100.000 MW entro il 2030 e 200.000 entro il 2050. Cifre gigantesche, così come gli investimenti previsti, pari a circa 160 miliardi di dollari.
Non solo “green Energy” però nei piani dell’establishment indiano. Con l’intento di accrescere la sua presenza in Africa, l’India ha firmato un protocollo d’intesa con l’Angola offrendo una vasta collaborazione nei campi di gas e petrolio angolano e dei paesi limitrofi. Il documento è stato siglato fra la ONGC Videsh Ltd. Indiana e la Sonangol, società di proprietà nazionale angolana. Nel testo si traccia un quadro di cooperazione strategica tra i due Stati nel settore petrolifero, da consolidare attraverso investimenti e ricerche nelle profondità marine. L’accordo è stato sviluppato, nello specifico, nella produzione di petrolio, nel settore del gas naturale, sulla costruzione di una raffineria e l’ammodernamento degli impianti esistenti, sulla formazione e la consulenza di esperti indiani.

Da: www.oilonline.com

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