In una conferenza stampa svoltasi mercoledì 13 aprile a Palazzo Chigi, il titolare del Tesoro, Giulio Tremonti, assieme ad Emma Marcegaglia, Presidente di Confindustria, e Aldo Bonomi, vice Presidente per le politiche territoriali e i distretti, ha presentato il decreto attuativo messo a punto dal Ministero dell’Economia. Per favorire la crescita delle Reti sono previste importanti agevolazioni fiscali per le imprese che stipulano contratti di Rete. Secondo l’articolo 42 del DL 78/2010, viene stabilito che la quota degli utili dell’esercizio destinata al fondo patrimoniale comune non concorre alla formazione del reddito imponibile dell’impresa aderente a tale contratto: l’accesso all’agevolazione è dunque consentito alle imprese aderenti a contratti di rete che abbiano previsto l’istituzione del fondo patrimoniale comune e che ad esso abbiano destinato gli utili d’esercizio. L’importo di questo vantaggio fiscale per ogni azienda non può comunque superare il limite di un milione di Euro. Per poter accedere all’agevolazione fiscale prevista dal decreto le imprese devono: -
stipulare (o aderire ad) un contratto di rete e registrarlo nel registro delle imprese; -
accantonare ed evidenziare in bilancio in una apposita riserva gli utili destinati al fondo patrimoniale comune,dandone informazione nella nota integrativa; -
far asseverare il programma di rete dagli organismi di espressione dell’associazionismo imprenditoriale. In base alle misure del decreto saranno inoltre messi a disposizione 20 milioni di Euro per il 2011 e 14 milioni per il 2012 e 2013. Secondo Emma Marcegaglia, che ha commentato positivamente il decreto attuativo, il numero di Reti d’Impresa è destinato ad aumentare: a gennaio i contratti di Rete erano 13, oggi le Reti sono 41 con 230 imprese coinvolte e nei prossimi giorni verranno chiusi altri 20 contratti. L’incremento del numero di Reti è dovuto anche ad altri incentivi. Poche settimane fa, infatti, è stato sottoscritto un accordo di programma tra Ministero dello Sviluppo Economico e Unioncamere, in base al quale vengono stanziati 30 milioni per supportare gli studi di prefattibilità e la stesura delle tipologie contrattuali. Inoltre, la creazione dell’agenzia Retimpresa, guidata dallo stesso Bonomi, il cui obiettivo è rispondere alle esigenze finanziarie delle Reti attraverso accordi con le banche, e l’organizzazione di corsi di formazione di manager di Rete, costituiscono un ulteriore motivo di rafforzamento di tale strumento di aggregazione.
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