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Cambiano le norme per i lavoratori stranieri in India. In base alle nuove disposizioni del Governo di New Delhi, i professionisti qualificati che occupano posizioni di rilievo in India non avranno più bisogno di tornare nei loro rispettivi Paesi per il rinnovo del visto di lavoro, il cosiddetto employment visa. La regolamentazione precedente prevedeva che alla scadenza naturale del contratto con l’azienda (che non poteva essere superiore ai 2 anni), il lavoratore, in seguito ad un ulteriore rinnovo da parte della stessa, dovesse tornare in patria per rieffettuare il visto: tale operazione ora potrà svolgersi direttamente in India. La nuova norma, per ora, si applicherà solo alle filiali e alle aziende partecipate: nel caso in cui un lavoratore straniero desideri cambiare datore di lavoro, dovrà tornare nel suo Paese d’origine e ottenere un nuovo visto di lavoro. L’introduzione di questa legge è stata accolta molto positivamente dalle multinazionali e dalle aziende che operano in India, dal momento che: -
garantirà maggiore flessibilità, oltre a un notevole risparmio nelle ore di lavoro e sui costi -
permetterà una migliore distribuzione delle loro risorse -
snellirà i problemi relativi all’espletazione delle pratiche burocratiche -
renderà il mercato del lavoro più efficiente e trasparente -
faciliterà tali imprese nel trasferimento dei propri dipendenti in base alle esigenze di business Inoltre, non è escluso che il Governo Indiano possa intraprendere nell’immediato futuro decisioni ancora più flessibili, che siano in grado di favorire maggiormente lo spostamento dei lavoratori.
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