
L’India con una popolazione che supera il miliardo di persone è la quarta potenza economica mondiale con un tasso di crescita del
pil che nel 2003-2004 ha raggiunto l’ 8.4%.
Grazie alla politica di liberalizzazione nei confronti di investimenti stranieri, all’uso della lingua inglese, alla manodopera specializzata e a managers professionali disponibili a bassi costi, questo paese sta diventando un’attraente destinazione per le aziende occidentali.
Il sub continente, dalle molteplici caratteristiche occidentali , può rappresentare la giusta occasione per le realtà che vogliono internazionalizzarsi in settori quali trasformazione alimentare,
IT, costruzioni, tessile, retail...
Uno dei settori produttivi principali dell’economia indiana è il settore agricolo che registra, da diversi decenni, un costante miglioramento attribuibile alla sovrapproduzione cerealicola.
L’India è il maggiore produttore mondiale di tè (28%) ed il secondo, dopo la Cina, di verdura e frutta. Le esportazioni agricole variano dal 13% al 18% sul totale dell’export annuo del paese.
Nonostante
l'India sia il secondo produttore al mondo di frutta e verdura, l'industria alimentare non è ancora pienamente sviluppata. Il maggiore ostacolo all'espansione del settore della trasformazione alimentare è la persistente mancanza di infrastrutture opportune. Senza adeguate
attrezzature frigorifere questo settore, basato principalmente su prodotti deperibili, non può consolidarsi e crescere. Nei prossimi anni si renderanno necessari ingenti investimenti in modo da espandere le attrezzature per la produzione, ammodernare le infrastrutture e sviluppare tecnologia necessaria per adeguarsi agli standards qualitativi internazionali. A questo riguardo la particolare attenzione che il nuovo governo, insediatosi sotto la guida di
Manmohan Singh mostra verso l’ammodernamento e lo sviluppo del settore agricolo in generale, può trasformarsi in una significativa opportunità per le aziende italiane detentrici di un elevato grado di know how in questo specifico comparto.
Per quanto riguarda il settore
edilizio, è da sottolineare la crescente attenzione del mercato indiano, secondo fonte
Builders' Association of India, verso l' utilizzo di tecnologie innovative e l'adozione di materiali nobili per le finiture, quali
alluminio nel campo dei serramenti e infissi e materiali compositi nel campo dei rivestimenti di facciate esterne(soprattutto nell'
edilizia commerciale), oltre a marmi e ceramiche per pavimentazioni e finiture a parete (tanto nel commerciale che nel residenziale). Questo genere d'attenzione rende sin da oggi l’India recettiva alle proposte in termine di design e di qualità di soluzioni che le aziende italiane operanti nel settore del building sono in grado di offrire.
In India
l'edilizia e le attività di costruzione hanno avuto una crescita costante, sia a livello industriale che commerciale e residenziale. I maggiori sviluppi si sono avuti nelle abitazioni urbane, nei parchi industriali e nelle
zone industriali speciali. Dal settore ceramico a quello delle tecnologie per la lavorazione dei serramenti, dai settori dell’arredo e delle finiture d’interni, attraverso eventi fieristici di primaria importanza (tra gli altri
SAIEDUE, oggi
MADE Expo, e
CERSAIE), le aziende con sede nella nostra regione hanno tutte le carte in regola per recitare un ruolo di rilievo anche sul mercato indiano.

In
India, negli ultimi 3-4 anni, un altro settore è stato testimone di una radicale trasformazione: il
retail che ha registrato grandi successi soprattutto nell’area alimentare dove infatti si stima verranno raggiunti i 20.000 milioni di euro entro il 2010.
Una storia di successo è quella dell’azienda,
Perfetti Van Melle (PVM) India che quest’anno festeggerà i suoi dieci anni di attività nella nazione. Una delle ragioni di questo successo è stata l’ abilità di consolidare la sua posizione - Euro 276 milioni (di cui 189 milioni nel settore organizzato) - in qualsiasi segmento del mercato dolciario. Negli ultimi due anni
Perfetti Van Melle ha duplicato il giro d’affari nelle vendite raggiungendo Euro 69 milioni e registrando un tasso di crescita annuo del 36% contro il tasso di crescita della media industriale di circa il 4%.
Il settore
IT in
India, è particolarmente performante nell'ambito
software e servizi con ampi spazi di crescita per quanto riguarda l'
hardware. In questo settore la positiva struttura politica unita all' attitudine pro attiva del
Governo Indiano hanno contribuito alla performance estremamente positiva del settore.
L'India che ha il maggior numero di aziende aventi il certificato SEI Level 5 - Software Engineering Institute Highest Quality Level Rating ha l'abilità di fornire prodotti/servizi di alta qualità a basso prezzo differenziandosi da Cina e Filippine che sono fornitori di prodotti/servizi di basso prezzo ma ad un livello qualitativo inferiore. L’enorme vantaggio delle risorse IT Indiane è la differenza nei salari soprattutto se paragonati a quelli americani che possono essere anche 5 volte superiori a quelli indiani.
Un altro fattore determinante, per il successo dell’
IT in India, è la capacità delle persone indiane di parlare fluentemente la lingua inglese.
L'industria tessile indiana è una delle principali protagoniste nel panorama economico indiano e rappresenta circa un 20% del totale dell'industria nazionale. L'evoluzione del mercato globale ha trasformato quella che era un'attività prettamente artigianale in un moderno sistema industriale che fornisce occupazione a oltre 15 milioni di persone e presta sempre più attenzione alle moderne tecnologie. La combinazione di stili tradizionali e design contemporaneo hanno favorito l'insediamento di un numero elevatissimo di unità produttive, che realizzano prodotti esportati in ogni parte del mondo.
L'India è destinata a diventare, per la terza volta, una case history nel campo della
delocalizzazione produttiva. Dopo il successo ottenuto nei settori dell'
Information Technology e dei Call Centres, è ora la volta del settore tessile. Secondo importanti esperti, i principali punti di forza dell'India in questo settore sono rappresentati sia da una forza lavoro abbondante, qualificata ed a salari competitivi, che da una produzione di materia prima considerevole: l'
India infatti è il terzo produttore mondiale di cotone con la superficie di terreni più elevata, destinata a questa specifica coltura. I più accreditati analisti internazionali ritengono che il commercio internazionale nel settore tessile crescerà esponenzialmente a partire dal 2005 e che il vantaggio competitivo dell'India in termini di costi di manodopera si trasformerà in fattore di successo per l'incremento della quota di mercato mondiale indiana. I distretti tessili italiani sono avvertiti: per i prossimi anni, in questo settore, le alleanze e le
delocalizzazioni produttive costituiranno il fattore critico di successo per poter competere a livello globale.
L’India, con i suoi 300 milioni di solidi consumatori appartenenti al
ceto medio, risulta essere ad oggi, un mercato estremamente ampio, oltre che ricettivo, per l’esportazione in particolare di beni strumentali e tecnologia finalizzati ad ammodernare una base produttiva in profonda trasformazione.
Oltre alla commercializzazione di prodotti, il
governo indiano promuove forme avanzate d’internazionalizzazione quali cooperazione commerciale, industriale e tecnologica, ricerca di partnership,
joint venture, cooperazione nelle attività di R&D e di trasferimento tecnologico.
L’India e il suo progresso economico sono una realtà che gli imprenditori italiani non possono più sottovalutare. Se si vuole restituire la forza al sistema imprenditoriale italiano e aprirlo a mercati internazionali, non si può perdere questa opportunità.